sabato, aprile 28, 2007
14:17
Vi propongo un sempice giochino numerico per capire quanto può valere il bacino elettorale del PD.
Per capirlo iniziamo facendo un passo indietro al 1976. L’anno del rapimento Moro. Un rapimento che ebbe un solo obiettivo politico: fare fallire l’esperimento del “compromesso storico”, ovvero il tentativo di includere il PCI nell’area di governo fino ad allora monopolizzata dai partiti “centristi” (DC, PLI, PRI) con varie puntate verso la sinistra (PSDI e PSI). Quell’esperienza era stata voluta proprio da Moro.
Qual’era la base elettorale del compromesso storico?
Moro era appoggiato dalla corrente di sinistra della DC che valeva circa un terzo della Balena Bianca che a sua volta rappresentava circa un terzo dell’elettorato, quindi si fondava su una base sociale pari più o meno al 10% degli elettori. Il PCI a sua volta era a quota 25% ma la base del compromesso storico non includeva la sua ala sinistra che nell’89 è confluita in Rifondazione Comunista e che allora poteva valere circa un quarto del partito, ovvero circa il 7% dell’elettorato. Quindi Moro e Berlinguer erano appoggiati da un 10% di elettori in quota DC e da un 18% in quota all’Elefante Rosso.
Torniamo ai giorni nostri.
I DL alle ultime politiche valgono l’11% e i DS il 17%. Sarà un caso ma i numeri sono gli stessi di 30 anni fa!
Una vocina mi suggerisce che l’Italia è un paese in cui i flussi elettorali sono bloccati o quantomeno equilibrati (tanti escono e tanti entrano), per cui la base elettorale del PD è la stessa di quella che fu del compromesso storico, intorno al 25-28%, se ora consideriamo che un pezzo di DS (Mussi e Angius) se n’è già andato direi che lo “zoccolo” del PD si attesta intorno al 25% che è pochino per le aspirazioni dei suoi promotori.
Tutto ciò loro, i promotori, lo sanno bene, ma sperano che il PD abbia la capacità di aggregare i movimenti e i partitini che gravitano intorno all’area del centro-sinistra.

Questo però si fa con la politica, i progetti, le aspirazioni della gente, e la qualità della vita, ne riparliamo in un’altra occasione.

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giovedì, aprile 26, 2007
20:25

I genii che sono al governo stanno offrendo su un piatto d’argento la più importante azienda italiana al cavalier Bellachioma. La scusa è: meglio Mediaset che AT&T (che è targata IuEsEi). Col che, dopo avergli regalato le frequenze, dopo aver disatteso le sentenze della Corte Costituzionale che impongono la restituzione del maltolto (le frequenze stesse), ora gli stanno chiedendo in ginocchio di salvare l’italianità di Telecom.

Mi chiedo quanto viene in tasca a tutti costoro (Premier, Ministri, Sotto-Segretari, Capi Partito e Capi Polpolo assortiti). Lo schifo sta tracimando dalla mia mente, altro che riformisti, questi sono stronzi.

Un giorno ci sveglieremo e il Grande Fratello (alias Bellachioma in persona, alias Lucifero, alias l’Anti-Cristo, alias Moggi, scegliete voi in base al sesso, la fede calcistica, la militanza politica, il censo e il buzzo del momento) ci dirà persino qual’è la marca giusta dello spazzolone del cesso. Quel giorno io mi pulirò il culo con il Giornale (la maiuscola è puramente intenzionale).

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mercoledì, aprile 25, 2007
08:13
Va donc, sans autre ornement
       Parfum, perles, diamant,
Que ta maigre nudité
       O ma beauté!

(C.Baudelaire)
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domenica, aprile 22, 2007
07:37

Faccio parte di quella generazione di mezzo che non ha vissuto le rovine della guerra, ma ne ho visto le macerie, gli squarci lasciati nella mia città che solo negli anni ’70 sono stati colmati, e che però ne conserva la memoria tratta dalle emozioni trasmesse nei racconti dei familiari più cari, mia madre in primis, che ancora bambina si trovò a fare da mamma a mia nonna, prostrata dalla guerra e ancor più da una grave malattia, e al suo fratello più piccolo, mentre il resto della famiglia era lontano. Una generazione di mezzo la mia perchè da queste memorie ancora vive ho tratto un senso di appartenenza al passato più vivo che la possibile partecipazione al dopo, alle generazioni cui appartengono mia sorella e mio fratello, molto più giovani di me. Strade diverse ma sulle quali è pur sempre necessario portare lo zaino della memoria che in questi giorni ci viene riproposta e per me è come un tuffo in quel passato che non c’è più, quando mio nonno seduto nella sua povera cucina leggeva a mia nonna i libri dei fasti passati, e finita la lettura mi prendeva per mano e mi accompagnava a vedere passare i treni, quei treni che avevano portato via così tante vite (ma quanto mi piacevano allora i treni!). Lungo il cammino le macerie, che erano lì a perenne memoria delle barbarie e della ferocia che nell’Aprile del ’45 l’eroismo di donne e uomini hanno sconfitto e cacciato dalle nostre vite e che abbiamo il dovere di tenere lontani.

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sabato, aprile 21, 2007
16:19
Per giorni,
le rimase impresso un sussurro...

(V.W.)
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venerdì, aprile 20, 2007
07:28
girasoli
girasoli
uno per ciascun passo
un passo nella neve
uno in meno verso l'infinito
la meta che svanisce nel bianco dell'inverno
un girasole per ciascun passo
a perdita d'occhio
per ciascun passo di ciascun soldato dell'armata sconfitta
silenzio
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lunedì, aprile 09, 2007
07:48
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domenica, aprile 08, 2007
09:30
Gioia e serenità a tutti,
credenti e non credenti.
:-)
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venerdì, aprile 06, 2007
14:22


- l'Uovo -
Ed è arrivata, la Pasqua, di Resurrezione.
La chiesa inizia oggi a celebrare il culto della sofferenza. Tanti piccoli preti grassocci e rosa come porcellini ci diranno dagli altari come è bello mortificare la carne e obbedire a loro.
Il povero Cristo e il poverello di Assisi, e all the Saints marching in, stanno già vomitando...
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